24/10/2026

15 giorni on the road in Norvegia: città, fiordi e montagne

Periodo: agosto 2026
Durata: giorni 15

Questa parte del mio viaggio in Norvegia mi ha portato nel cuore dei fiordi, tra paesaggi spettacolari, montagne imponenti, cascate e piccoli villaggi affacciati sull’acqua. Da Flåm al Geirangerfjord, passando per Bergen, ho attraversato alcuni dei luoghi più suggestivi del Paese, alternando navigazioni sui fiordi, ferrovie panoramiche e percorsi in auto.

È stata soprattutto la strada a regalarmi alcune delle esperienze più belle: tornanti, vallate, punti panoramici e lunghi tratti immersi nella natura, dove il paesaggio cambiava continuamente. Ho raggiunto punti panoramici come Stegastein, Dalsnibba e Ørnesvingen, ammirando i fiordi da prospettive completamente diverse.

Il viaggio è proseguito poi verso Ålesund, tra strade panoramiche e paesaggi sempre nuovi, fino a raggiungere la costa occidentale. Un itinerario che mi ha permesso di scoprire una Norvegia fatta non solo di luoghi da visitare, ma soprattutto di panorami da vivere lungo il percorso.

GIORNO 1

Sabato 8 Agosto

Dopo l’atterraggio a Oslo, ho recuperato i bagagli e mi sono diretta verso la stazione ferroviaria dell’aeroporto. Per raggiungere il centro avevo già acquistato online il biglietto del Flytoget, il treno espresso che collega l’aeroporto alla città.

È stato tutto molto semplice e, dopo il viaggio in aereo, ho apprezzato particolarmente la comodità di poter salire sul treno senza dover acquistare il biglietto sul momento. In poco tempo ho raggiunto Oslo e, dalla stazione, sono arrivata in hotel intorno alle 15.

Dopo aver effettuato il check-in e lasciato i bagagli, non ho voluto perdere tempo. Anche se ero appena arrivata, la curiosità di iniziare a conoscere la capitale norvegese era più forte della stanchezza.

Sono uscita dall’hotel e mi sono diretta verso il centro, iniziando la mia prima passeggiata lungo Karl Johans gate, la principale arteria di Oslo.

Ho raggiunto lo Stortinget, il Parlamento norvegese, e mi sono fermata qualche minuto nella grande piazza antistante. Da lì ho proseguito verso il Palazzo Reale, attraversando il tranquillo Studenterlunden.

La prima impressione di Oslo è stata molto positiva. Mi è sembrata subito una capitale ordinata, elegante e sorprendentemente tranquilla, dove il ritmo della città non sembrava mai frenetico.

Ho continuato a camminare senza seguire un programma troppo rigido, lasciandomi incuriosire dalle strade e dagli edifici che incontravo lungo il percorso.

Dopo il lungo viaggio in aereo, avevo bisogno proprio di questo: una prima passeggiata senza fretta, per iniziare a prendere confidenza con la città.

Sono rientrata in hotel nel tardo pomeriggio, con la sensazione che il viaggio fosse finalmente cominciato davvero.

GIORNO 2

Domenica 9 Agosto

Il secondo giorno a Oslo l’ho dedicato a una parte della città completamente diversa da quella visitata il giorno precedente. Ho iniziato da Damstredet, una piccola strada dove le antiche casette in legno colorate sembrano appartenere a un’altra epoca.

È stato uno di quei luoghi che mi sono piaciuti proprio perché lontani dai grandi monumenti. Passeggiare lentamente tra le case, osservando finestre, giardini e dettagli architettonici, mi ha permesso di assaporare un’atmosfera più autentica.

A pochi minuti ho raggiunto Telthusbakken, un’altra strada caratterizzata da piccole abitazioni in legno e giardini ordinati. Mi è sembrato quasi di essere entrata in un piccolo villaggio, pur trovandomi nel cuore della capitale.

Successivamente ho preso la metropolitana fino a Majorstuen per raggiungere Frognerparken, il grande parco che ospita le celebri sculture di Gustav Vigeland. Le opere, distribuite lungo il percorso, raccontano attraverso il corpo umano emozioni e momenti della vita quotidiana. È un luogo particolare, impossibile da attraversare senza soffermarsi davanti ad alcune sculture.

Nel pomeriggio sono tornata verso il centro e ho raggiunto il Municipio di Oslo, affacciato sul porto. Da lì ho continuato a piedi verso Aker Brygge, una delle zone che ho trovato più piacevoli della città.

Ho proseguito fino a Tjuvholmen, tra pontili, locali e architetture moderne. La luce del tardo pomeriggio rendeva tutto ancora più suggestivo.

Oslo mi è piaciuta proprio per questo contrasto: monumenti storici, quartieri tranquilli, arte e mare convivono senza mai sembrare fuori posto.

GIORNO 3

Lunedì 10 Agosto

Oggi è iniziata ufficialmente la mia avventura on the road. Dopo la colazione sono andata a ritirare l’auto a noleggio presso Avis, nel centro di Oslo. Avevo un po’ di curiosità, ma anche qualche dubbio: affrontare le strade norvegesi sarebbe stata un’esperienza completamente diversa rispetto alla guida a cui ero abituata in Italia.

Lasciata Oslo, ho iniziato a dirigermi verso nord-ovest, attraversando lentamente il paesaggio urbano fino a ritrovarmi circondata dalla natura.

La destinazione della giornata era Geilo, località di montagna situata tra Oslo e i fiordi. La strada mi ha regalato panorami sempre più spettacolari: boschi, laghi, montagne e piccoli centri abitati comparivano lungo il percorso.

Avevo valutato anche una deviazione al Kistefos-Museet, interessante complesso dedicato all’arte contemporanea ricavato da un’antica fabbrica, ma il museo era chiuso proprio quel giorno.

Più mi allontanavo dalla capitale, più il paesaggio cambiava. Le strade diventavano più tranquille e il traffico quasi scompariva.

Arrivata a Geilo, ho lasciato l’auto e mi sono concessa un po’ di relax. La località, circondata dalle montagne, mi è sembrata il posto ideale per trascorrere la prima notte del viaggio.

È stato anche il primo vero assaggio della Norvegia che avevo immaginato: spazi enormi, silenzio e natura ovunque.

GIORNO 4

Martedì 11 Agosto

Questa mattina sono ripartita da Geilo in direzione di Flåm, attraversando l’area dell’Hardangervidda, uno dei grandi altopiani norvegesi.

La strada mi ha regalato paesaggi completamente diversi da quelli incontrati nei giorni precedenti. Il verde lasciava spesso spazio a zone più brulle, laghi e distese rocciose. Anche senza fermarmi continuamente, era impossibile non guardare fuori dal finestrino.

Poco alla volta ho iniziato a scendere verso i fiordi. Ed è stato proprio in quel momento che la Norvegia ha iniziato a stupirmi davvero: dopo l’altopiano, il paesaggio cambiava improvvisamente e comparivano montagne imponenti e vallate profonde.

Nel pomeriggio sono arrivata a Flåm, piccolo villaggio affacciato sull’Aurlandsfjord. La posizione è spettacolare e mi è sembrato quasi incredibile che un luogo così piccolo potesse essere circondato da scenari tanto grandiosi.

Dopo il pranzo ho raggiunto in auto lo Stegastein Viewpoint, una delle terrazze panoramiche più famose della zona. La piattaforma si affaccia sul fiordo dall’alto e la vista mi ha lasciata senza parole.

La sera sono rientrata verso Aurland, dove ho trascorso la notte. Il silenzio e la luce del fiordo al tramonto hanno concluso una giornata che ricorderò a lungo.

GIORNO 5

Mercoledì 12 Agosto

Oggi ho vissuto una delle esperienze che aspettavo maggiormente: la navigazione sul Nærøyfjord, uno dei fiordi più spettacolari della Norvegia e parte del patrimonio UNESCO.

Avevo precedentemente acquistato online, sul sito Norway’s Best, il biglietto combinato che comprendeva la Ferrovia di Flåm e la crociera sul Nærøyfjord.

Sono salita a bordo del battello elettrico a Flåm, lasciando lentamente il porto. Vedere il paesaggio cambiare dall’acqua è stato completamente diverso rispetto a osservarlo dalla strada.

Le pareti delle montagne si facevano sempre più vicine, mentre piccole cascate scendevano lungo i versanti. Mi sono resa conto che, per quanto avessi visto fotografie dei fiordi, dal vivo l’impressione è tutta un’altra cosa.

La navigazione mi ha portata fino a Gudvangen, dove ho avuto tempo per visitare il Viking Valley e immergermi nell’atmosfera dell’antico mondo vichingo.

Per il ritorno ho utilizzato il bus verso Flåm, completando così un itinerario circolare senza dover ripercorrere la navigazione.

Nel pomeriggio mi sono dedicata a un’altra delle esperienze più famose della zona: la Flåmsbana, la ferrovia panoramica che collega Flåm a Myrdal. Avevo già acquistato il biglietto combinato con la crociera sul Nærøyfjord. Il percorso attraversa montagne e vallate e permette di ammirare anche la spettacolare cascata di Kjosfossen.

È stata una giornata intensa, ma proprio per questo una delle più belle del viaggio. Tra fiordi, cascate, montagne e antiche tradizioni vichinghe, la Norvegia mi stava regalando immagini difficili da dimenticare.

GIORNO 6

Giovedì 13 Agosto

Dopo aver lasciato Aurland, sono ripartita verso Bergen, seguendo un itinerario che mi ha portata attraverso vallate, montagne e numerose cascate.

La strada E39 mi ha accompagnata per buona parte del percorso, alternando tratti panoramici a zone più boschive. Guidare in Norvegia mi stava piacendo sempre di più: il traffico era generalmente tranquillo e il paesaggio rendeva piacevole anche il tempo trascorso in auto.

Arrivata a Bergen, ho lasciato i bagagli in hotel e sono subito uscita per iniziare la visita.

La prima impressione è stata quella di una città vivace ma raccolta. Il quartiere più famoso è naturalmente Bryggen, con le sue caratteristiche case di legno colorate affacciate sul porto. Passeggiare tra i vicoli stretti è stato come fare un salto indietro nel tempo.

Ho poi raggiunto il porto e il mercato del pesce, prima di salire sulla Fløibanen, la funicolare che conduce sul monte Fløyen.

Da lassù Bergen appariva completamente diversa: il centro, il porto e le montagne sembravano comporre una grande cartolina.

La sera sono tornata lentamente verso il centro. Mi è piaciuta molto l’atmosfera di Bergen, forse proprio perché riusciva a unire l’eleganza di una città nordica al fascino di un antico villaggio di pescatori.

GIORNO 7

Venerdì 14 Agosto

Ho dedicato anche questa giornata alla scoperta di Bergen, cercando di vedere alcuni luoghi che il giorno precedente avevo lasciato in sospeso.

Ho iniziato dalla cabinovia Ulriken, raggiungendo uno dei punti panoramici più belli della città. Da qui la vista si apre sulle montagne, sul centro abitato e sul mare.

Rientrata in città, ho visitato la fortezza di Bergenhus, uno dei complessi storici più importanti della città, e poi mi sono spostata verso Marken, un quartiere caratterizzato da strade tranquille e vecchie case in legno.

Ho particolarmente apprezzato il tempo trascorso nei quartieri meno conosciuti. A volte sono proprio questi angoli a rimanere più impressi nella memoria rispetto alle attrazioni principali.

Mi sono poi lasciata conquistare dalle stradine di Skuteviken e Knøsesmauet, dove ho continuato a fotografare casette, porte colorate e piccoli dettagli.

Bergen mi ha confermato una cosa: non è una città da visitare correndo da un’attrazione all’altra. È una città da assaporare lentamente, lasciandosi guidare dai vicoli.

Prima di rientrare ho valutato anche una visita al museo KODE, particolarmente interessante per chi ama l’arte.

La seconda sera a Bergen è trascorsa così, tra passeggiate e fotografie. Ero già consapevole che avrei lasciato la città con un bel ricordo.

Se vuoi approfondire la visita di Bergen e scoprire cosa vedere e cosa fare in città, puoi leggere il mio articolo dedicato a Bergen cliccando qui.

GIORNO 8

Sabato 15 Agosto

Oggi ho lasciato Bergen per continuare il viaggio verso nord, diretta nella zona di Førde.

La strada mi ha regalato ancora una volta uno spettacolo naturale continuo. Ho attraversato montagne, vallate e laghi, fermandomi quando qualche panorama attirava la mia attenzione.

Una delle cose che ho apprezzato maggiormente del viaggio in Norvegia è stata proprio la libertà di poter decidere quando fermarmi. Non avevo bisogno di seguire necessariamente un programma rigido: bastava vedere un punto panoramico, una cascata o un piccolo villaggio interessante per rallentare e godermi il momento.

Il percorso è stato meno ricco di attrazioni specifiche rispetto ai giorni precedenti, ma non per questo meno interessante.

Anzi, credo che siano proprio le giornate di trasferimento quelle in cui si riesce a percepire meglio la vera dimensione di un viaggio on the road.

Arrivata nella zona di Førde, ho trascorso il resto della giornata in tranquillità.

Dopo diversi giorni piuttosto intensi, una pausa ci voleva. Mi sono goduta il paesaggio senza avere la necessità di “vedere qualcosa” a tutti i costi.

La Norvegia mi stava insegnando che anche una strada apparentemente qualunque può diventare parte del viaggio, soprattutto quando fuori dal finestrino scorrono montagne e specchi d’acqua.

GIORNO 9

Domenica 16 Agosto

Dopo la colazione sono ripartita verso Geiranger, una delle destinazioni più attese del mio itinerario.

La strada attraversava paesaggi sempre più spettacolari e avevo la sensazione di avvicinarmi lentamente al cuore della Norvegia dei fiordi.

Durante il tragitto avevo valutato una deviazione verso il Briksdalsbreen, uno dei ghiacciai più conosciuti della Norvegia. La deviazione richiede tempo e, per raggiungere il ghiacciaio, il percorso a piedi è piuttosto impegnativo.

Avendo scelto di non fare trekking lunghi, ho preferito non inserire questa deviazione e continuare verso Geiranger.

La decisione si è rivelata giusta per il mio modo di viaggiare: non sempre vedere tutto significa godersi di più un viaggio. Preferisco scegliere poche esperienze e viverle senza fretta.

Man mano che mi avvicinavo a Geiranger, il paesaggio diventava sempre più impressionante. Le montagne sembravano chiudersi intorno alla strada e, finalmente, è comparso il celebre fiordo.

L’arrivo a Geiranger è stato uno dei momenti più emozionanti del viaggio. Il piccolo villaggio, incastonato tra montagne altissime e acque profonde, sembrava quasi irreale.

Ho trascorso la serata ammirando il panorama e organizzando la giornata successiva.

GIORNO 10

Lunedì 17 Agosto

Oggi ho dedicato la giornata alla scoperta del Geirangerfjord, uno dei luoghi simbolo della Norvegia. Per questa escursione avevo acquistato il biglietto su GetYourGuide.

Dal battello il paesaggio era spettacolare: montagne vertiginose, piccoli villaggi e cascate che scendevano direttamente dalle pareti rocciose.

Tra le più famose ci sono le Sette Sorelle, sette lunghi rivoli d’acqua che precipitano dalla montagna fino al fiordo.

È difficile spiegare l’effetto che fa trovarsi davanti a un paesaggio simile. Continuavo a guardare fuori, cercando di fotografare tutto, pur sapendo che nessuna fotografia avrebbe potuto restituire completamente quella sensazione.

Nel pomeriggio, ho ripreso l’auto e ho raggiunto il Dalsnibba, uno dei punti panoramici più spettacolari della zona. Situato a oltre 1.400 metri di altitudine, offre una vista straordinaria sul Geirangerfjord e sulle montagne circostanti. Dall’alto, il fiordo appare in lontananza incastonato tra le montagne, creando un panorama davvero suggestivo.

È stata una giornata che ha confermato una delle mie convinzioni di viaggio: quando un luogo è così bello, non serve fare grandi escursioni. A volte basta fermarsi, guardare e lasciarsi sorprendere.

GIORNO 11

Martedì 18 Agosto

Dopo aver lasciato Geiranger, per dirigermi verso Ålesund, una delle città che desideravo maggiormente vedere, ho percorso la Strada delle Aquile, una delle strade panoramiche più suggestive della zona.

Il percorso sale attraverso una serie di tornanti fino al punto panoramico di Ørnesvingen, da cui si apre una splendida vista sul Geirangerfjord, sul villaggio di Geiranger e sulle montagne circostanti.

Arrivata ad Ålesund, ho scoperto una città molto diversa da quelle viste fino a quel momento.

Ålesund è famosa soprattutto per la sua architettura Art Nouveau, nata dopo il grande incendio del 1904 che distrusse gran parte del centro.

Passeggiando tra gli edifici decorati, ho trovato particolarmente interessante osservare i dettagli delle facciate: torrette, ornamenti e forme che rendono la città immediatamente riconoscibile.

Nel pomeriggio ho raggiunto il monte Aksla, il punto panoramico più famoso di Ålesund. Per arrivare in cima ci sono 420 gradini, ma ho preferito utilizzare l’auto, evitando una salita troppo impegnativa.

Dall’alto ho potuto ammirare il centro, le isole e il mare.

È stata una di quelle viste che fanno capire quanto sia particolare la geografia norvegese: acqua e terra sembrano intrecciarsi continuamente.

La sera ho passeggiato ancora un po’ per il centro, godendomi l’atmosfera tranquilla della città.

GIORNO 12

Mercoledì 19 Agosto

Questa è stata una delle giornate che aspettavo con maggiore curiosità: oggi avrei percorso la famosa Atlantic Ocean Road.

Partita da Ålesund, ho seguito inizialmente la E39 in direzione di Molde, per poi proseguire sulla 662.

Il viaggio è stato già di per sé molto bello, tra mare e montagne, ma il paesaggio è diventato ancora più suggestivo quando ho raggiunto la zona di Bud, piccolo villaggio di pescatori affacciato sull’oceano.

Da Bud ho continuato sulla 663 verso Vevang, punto di accesso alla celebre National Tourist Route 64.

E finalmente eccola: la Atlantic Ocean Road.

La strada, inaugurata nel 1989, collega piccole isole e isolotti attraverso ponti e tratti sospesi sul mare. Il più famoso è lo spettacolare Storseisundet Bridge, che da alcune angolazioni sembra quasi una strada che si interrompe nel vuoto.

Percorrerla è stato emozionante, soprattutto quando il vento e il mare rendevano ancora più drammatico il paesaggio.

Mi sono fermata diverse volte per fotografare l’oceano e respirare l’aria salmastra.

Proseguendo sulla Route 64 sono arrivata a Kristiansund, dove ho trascorso la notte.

È stata una giornata completamente diversa dalle precedenti: dopo i fiordi e le montagne, oggi il protagonista è stato il mare aperto.

GIORNO 13

Giovedì 20 Agosto

Dopo diversi giorni trascorsi lungo la costa, oggi ho iniziato a rientrare verso l’interno della Norvegia.

La mia destinazione era Otta, raggiunta attraversando paesaggi montani e la grande valle di Gudbrandsdal.

Il percorso mi ha permesso di vedere un’altra Norvegia, meno legata ai fiordi ma altrettanto affascinante.

Ho attraversato piccoli centri abitati e lunghi tratti di strada immersi nel verde. In lontananza comparivano montagne ancora innevate, mentre i fiumi seguivano il percorso della valle.

In questa zona passa anche il St. Olav Ways, l’antico cammino di pellegrinaggio dedicato a Sant’Olav.

Mi ha colpito pensare che queste stesse vallate siano state attraversate per secoli da viaggiatori e pellegrini, molto prima dell’arrivo delle automobili e delle moderne strade.

La giornata è stata soprattutto di trasferimento, ma non l’ho vissuta come una semplice tappa necessaria.

Durante un viaggio on the road, infatti, anche il percorso diventa destinazione.

Arrivata a Otta, mi sono sistemata in hotel e ho approfittato della serata per riposarmi.

Ero ormai nella parte finale del viaggio e, per la prima volta, ho iniziato a pensare che presto avrei dovuto salutare la Norvegia.

GIORNO 14

Venerdì 21 Agosto

Dopo quasi due settimane trascorse tra fiordi, montagne e strade panoramiche, sono rientrata a Oslo nel primo pomeriggio, completando il mio lungo itinerario on the road.

Dopo aver riconsegnato l’auto a noleggio, sono tornata verso il centro e ho approfittato delle ultime ore a disposizione per visitare alcuni luoghi che avevo volutamente lasciato per la fine del viaggio.

Ho raggiunto prima la Oslo Opera House, uno degli edifici più riconoscibili della città. La sua particolare struttura bianca, con il tetto inclinato che scende verso il fiordo, permette di salire a piedi fino alla parte superiore.

Ho camminato sulla grande superficie inclinata dell’edificio, fermandomi più volte a osservare il panorama. Dopo aver trascorso tanti giorni immersa nella natura norvegese, mi è piaciuto ritrovare il volto più moderno e architettonico della capitale.

Da qui ho proseguito lungo il waterfront fino al MUNCH, il museo dedicato a Edvard Munch.

La visita è stata un modo perfetto per concludere il viaggio proprio da dove ero partita. Tra le opere esposte, naturalmente, non poteva mancare il celebre Urlo, ma ho trovato interessante anche scoprire aspetti meno conosciuti della produzione dell’artista.

Uscita dal museo, ho avuto ancora qualche ora per passeggiare tranquillamente per Oslo.

Guardando la città dopo quasi due settimane, l’ho percepita in modo completamente diverso rispetto al primo giorno. All’arrivo era stata semplicemente il punto di partenza; adesso, dopo aver attraversato fiordi, montagne e piccoli villaggi, rappresentava il punto finale di un viaggio che mi aveva portata a conoscere una Norvegia molto più grande e sorprendente di quanto immaginassi.

La sera ho preparato i bagagli per la partenza del giorno successivo, con quella strana sensazione che arriva sempre alla fine di un viaggio: la voglia di tornare a casa, ma anche il desiderio di poter aggiungere ancora qualche giorno all’itinerario.

GIORNO 15

Sabato 22 Agosto

È arrivato il giorno della partenza.

Dopo la colazione ho raccolto i bagagli e raggiunto la stazione per prendere il treno verso l’aeroporto.

Guardando fuori dal finestrino, ho ripensato alle due settimane appena trascorse: Oslo, le casette di legno, i fiordi, la Flåmsbana, Bergen, Geiranger, Ålesund, la Atlantic Ocean Road e tutte quelle strade percorse in auto.

La cosa che più mi ha colpito della Norvegia è stata la varietà dei paesaggi. In pochi giorni sono passata dalla vita urbana di Oslo alle montagne dell’Hardangervidda, dai fiordi ai villaggi di pescatori, fino alle strade affacciate sull’oceano.

È stato un viaggio intenso, ma costruito proprio sul mio modo di viaggiare: senza trekking impegnativi, con l’auto e tanta libertà, scegliendo di fermarmi quando un panorama meritava una fotografia o semplicemente qualche minuto di silenzio.

Chi sono

Deborah Gozi

Ho chiamato questo sito “la vita in giro” perché è quando sono in viaggio che mi sento davvero viva. Ed è così che oggi aiuto altre persone a dare vita ai loro sogni itineranti, sono infatti una Travel Designer certificata.

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