Gran Canaria è un’isola sorprendente, perfetta per un viaggio on the road. In questo articolo racconto il mio itinerario di 9 giorni a Gran Canaria, percorrendo circa 1180 km, tra spiagge, città storiche, montagne e villaggi autentici.
Un viaggio ideale per chi vuole scoprire l’isola in autonomia, noleggiando un’auto e muovendosi senza fretta.
GIORNO 1
MERCOLEDÌ 24 DICEMBRE
ARRIVO A GRAN CANARIA E PUERTO DE MOGÁN
Sono partita da Treviso con un volo Ryanair la mattina presto. Ho lasciato il freddo del Nord Italia e, già dall’oblò, ho visto il paesaggio cambiare gradualmente. Sono atterrata a Gran Canaria verso le 12.00, accolta da un’aria calda e piacevole. Era curioso pensare che fosse vigilia di Natale e che io fossi lì, in maniche corte.
Dopo l’atterraggio ho ritirato l’auto a noleggio da Avis: una Golf comoda, adatta ai chilometri che mi aspettavano. Ho caricato la valigia, acceso il navigatore e sono partita. Guidare sull’isola mi ha dato subito una sensazione di libertà e praticità.
Ho raggiunto l’appartamento che avevo prenotato a Playa del Cura e ho fatto il check-in. Il tragitto è stato il primo vero assaggio dell’isola: montagne aride, scorci sull’oceano e una luce intensa. Dopo aver lasciato i bagagli, mi sono fermata vicino alla spiaggia. Ho tolto le scarpe e ho camminato sulla sabbia, ascoltando il rumore dell’Atlantico.

Nel pomeriggio sono andata a Puerto de Mogán, uno dei luoghi che desideravo vedere. Appena arrivata, mi ha colpita l’atmosfera ordinata e curata: canali, ponticelli e fiori colorati. Ho passeggiato tra le viuzze, osservando le barche nel porto e le case bianche decorate con bouganville.



Ho concluso la giornata con una cena semplice vista mare. Tornando a Playa del Cura ho guidato con calma: era solo il primo giorno, ma il viaggio era iniziato nel modo giusto.
GIORNO 2
GIOVEDÌ 25 DICEMBRE
NATALE A PLAYA DE AMADORES E PUERTO RICO
Mi sono svegliata presto, con la luce del sole che entrava dalla finestra. Era Natale, ma l’atmosfera era molto diversa da quella a cui ero abituata: palme, aria tiepida e oceano sullo sfondo. Ho fatto colazione con calma, godendomi la tranquillità del momento.
In tarda mattinata sono partita con la Golf verso Playa de Amadores. La strada costiera offriva viste continue sull’Atlantico. Arrivata in spiaggia, mi hanno colpita la sabbia chiara e l’acqua molto calma. Mi sono stesa al sole e poco dopo sono entrata in mare. L’acqua era fresca ma piacevole.
Trascorrere il Natale così, tra sole e mare, è stato insolito ma piacevole.


Nel pomeriggio ho raggiunto Puerto Rico, dove ho passeggiato sul lungomare tra bar e terrazze affacciate sul mare. Mi sono fermata a bere qualcosa osservando il sole scendere lentamente. Rientrando a Playa del Cura, ho pensato a quanto fosse diverso vivere il Natale senza programmi rigidi. La sera l’ho trascorsa in modo semplice, con una cena tranquilla e il rumore dell’oceano in sottofondo.
GIORNO 3
VENERDÌ 26 DICEMBRE
LAS PALMAS, ARGUINEGUÍN E DUNE DI MASPALOMAS
La mattina sono partita presto verso Las Palmas.
Arrivata a Vegueta, il centro storico, ho visitato la Cattedrale di Santa Ana. La sua costruzione iniziò nel 1497, poco dopo la conquista castigliana di Gran Canaria, e si protrasse per diversi secoli, motivo per cui l’edificio presenta una combinazione di stili architettonici. La struttura principale è di impronta gotica, visibile soprattutto nelle volte interne e nelle alte colonne, mentre la facciata e alcuni elementi decorativi risentono di influenze rinascimentali e neoclassiche.

La cattedrale fu voluta come centro religioso e amministrativo della nuova diocesi delle Canarie e rappresentò per secoli un punto di riferimento fondamentale per la vita spirituale, politica e sociale dell’isola. All’interno ospita numerose cappelle laterali, opere d’arte sacra e un importante altare maggiore.

Uno degli elementi più interessanti è la possibilità di salire sulla terrazza panoramica, da cui si gode una vista privilegiata su Vegueta e sul centro storico di Las Palmas. Oggi la Cattedrale di Santa Ana non è solo un luogo di culto, ma anche una tappa culturale imprescindibile per chi visita Gran Canaria.

Poi ho camminato tra le stradine acciottolate, circondata da edifici coloniali. L’atmosfera era autentica e vivace. Ho poi visitato la Casa de Colón, l’edificio risale tra il XV e il XVI secolo ed è legato ai viaggi di Cristoforo Colombo, che fece scalo alle Canarie prima delle sue traversate verso il Nuovo Mondo. Secondo la tradizione, Colombo soggiornò proprio in questa zona nel 1492, durante le riparazioni della sua nave La Pinta. La Casa de Colón divenne così un punto di riferimento nei rapporti tra le Canarie, la Spagna e le Americhe.
Dal punto di vista architettonico, il complesso è formato da più edifici storici uniti tra loro, con patios interni, balconi in legno e facciate in stile canario. Oggi ospita un museo dedicato alla storia dei viaggi colombiani, alle rotte atlantiche e al ruolo strategico di Gran Canaria come ponte tra Europa e America.
La Casa de Colón è una tappa consigliata per comprendere il passato dell’isola e il suo legame con le grandi esplorazioni, oltre a essere uno degli esempi meglio conservati di architettura storica di Las Palmas.
Nel primo pomeriggio ho lasciato Las Palmas per tornare verso sud. Mi sono fermata ad Arguineguín, una cittadina semplice e poco turistica, giusto per una breve passeggiata.
Il momento più suggestivo della giornata è stato alle Dune di Maspalomas. Appena arrivata, il paesaggio è cambiato completamente: sabbia, vento leggero e oceano sullo sfondo. Questo vasto sistema dunale si è formato nel corso di migliaia di anni grazie all’azione combinata di vento e correnti marine, che hanno trasportato e modellato la sabbia proveniente dall’oceano. Per lungo tempo si è creduto che la sabbia avesse origine dal deserto del Sahara, ma studi più recenti indicano che gran parte dei sedimenti deriva da frammenti marini e conchiglie, accumulati e trasformati nel tempo.

Le dune occupano un’area di circa 400 ettari e fanno parte della Riserva Naturale Speciale di Maspalomas, istituita per tutelare un ecosistema fragile e unico. Oltre alle dune mobili, l’area comprende una laguna, un palmeto e una zona costiera, creando un ambiente di grande valore naturalistico.

Nel corso del Novecento le Dune di Maspalomas sono diventate uno dei simboli turistici di Gran Canaria, ma oggi sono soggette a regole di protezione per limitarne l’impatto umano. Visitare questo luogo, soprattutto al tramonto, permette di osservare uno degli esempi più suggestivi di paesaggio desertico in Europa.
Ho camminato tra le dune, osservando le impronte cancellate dal vento.
Sono rientrata a Playa del Cura in serata, stanca ma soddisfatta. La giornata aveva mostrato bene i contrasti dell’isola: città, mare e paesaggi completamente diversi tra loro.
GIORNO 4
SABATO 27 DICEMBRE
ENTROTERRA: FATAGA, TEJEDA E ARTENARA
Quella mattina mi sono diretta verso l’interno dell’isola. Salendo di quota, il paesaggio è cambiato rapidamente. Le strade erano più strette e tortuose, ma ben percorribili con la Golf .
La prima sosta è stata al Mirador de la Degollada de las Yeguas, con vista sul barranco. Mi sono fermata qualche minuto a osservare il panorama, caratterizzato da colori caldi e forme scolpite.


Ho poi raggiunto Fataga, un piccolo villaggio bianco circondato da palme. Ho passeggiato tra le stradine, osservando le case e i dettagli architettonici.

Nel pomeriggio sono arrivata a Tejeda, uno dei borghi più noti dell’isola. Le viste sul Roque Nublo e l’atmosfera tranquilla rendevano il luogo particolarmente piacevole. Ho camminato senza fretta tra le vie del centro.

Ultima tappa della giornata è stata Artenara, il paese più alto dell’isola, noto per le case-grotta. L’aria era più fresca e il cielo più coperto. Sono rientrata a Playa del Cura nel tardo pomeriggio, dopo una giornata dedicata alla parte più interna e meno turistica di Gran Canaria.



GIORNO 5
DOMENICA 28 DICEMBRE
NORD-OVEST: AGAETE, GÁLDAR , ARUCAS E FIRGAS
La domenica l’ho dedicata al nord-ovest. Sono partita di buon’ora, affrontando una lunga strada panoramica. Più mi avvicinavo al nord, più il cielo diventava nuvoloso.
La prima tappa è stata Agaete, con il suo porto tranquillo e le case bianche affacciate sull’oceano. Ho passeggiato osservando la vita quotidiana del paese.

Subito dopo ho visitato la Valle di Agaete, una zona molto verde, con coltivazioni e palme. Il paesaggio era sorprendente rispetto al sud più arido.

Nel pomeriggio ho raggiunto Gáldar e visitato la Cueva Pintada, un antico complesso abitativo e cerimoniale risalente all’epoca preispanica, abitato dai Guanci tra il VI e il XV secolo. Il nome deriva dalla celebre grotta decorata con motivi geometrici dipinti in rosso, bianco e nero, la cui funzione è ancora oggi oggetto di studio: probabilmente aveva un significato rituale o simbolico legato alla spiritualità degli antichi abitanti dell’isola.
L’area circostante comprende i resti di un vero e proprio villaggio, con abitazioni, magazzini e spazi comunitari, che permettono di comprendere meglio l’organizzazione sociale ed economica della popolazione guancia prima della conquista spagnola.
Oggi la Cueva Pintada è un parco archeologico e museo, perfettamente conservato e visitabile tramite percorsi guidati. È una tappa fondamentale per conoscere la storia più antica di Gran Canaria e il patrimonio culturale delle Canarie.
Successivamente sono andata ad Arucas, dove ho visto la famosa cattedrale in pietra scura e visitato la fabbrica del rum Arehucas, con degustazione finale.


Ultima tappa a Firgas, con la sua cascata decorata da azulejos. Sono rientrata al sud al tramonto, dopo una giornata intensa.

GIORNO 6
LUNEDÌ 29 DICEMBRE
RELAX A PLAYA DE AMADORES E PLAYA DEL INGLÉS
Dopo diversi giorni molto attivi, ho deciso di rallentare. Mi sono svegliata senza fretta e ho fatto colazione con calma, senza un programma preciso.
Sono tornata a Playa de Amadores, dove ho trascorso gran parte della giornata tra sole e mare.
Nel pomeriggio ho raggiunto Playa del Inglés per una passeggiata e un aperitivo. Qui l’ambiente era più vivace, con negozi e locali.

La sera sono rientrata a Playa del Cura, soddisfatta di aver dedicato una giornata solo al riposo.
GIORNO 7
MARTEDÌ 30 DICEMBRE
COSTA EST: POZO IZQUIERDO, AGÜIMES E GUAYADEQUE, VEGA SAN MATEO
La mattina sono partita verso la costa est. La prima tappa è stata Pozo Izquierdo, un villaggio ventoso noto per il surf. Poco distante ho visitato le saline, dove il bianco del sale contrastava con il blu dell’oceano.


Ho poi raggiunto Agüimes, uno dei borghi che mi ha colpita di più. Le sculture in bronzo disseminate nel centro raccontavano scene di vita quotidiana. Ho passeggiato tra le vie, fermandomi spesso a osservare i dettagli.



Successivamente ho visitato la gola di Guayadeque, con le sue case-grotta e i ristoranti scavati nella roccia. Questo profondo canyon è stato abitato fin dall’epoca preispanica dai Guanci, gli antichi abitanti dell’isola, che utilizzavano le numerose grotte naturali come abitazioni, luoghi di sepoltura e spazi rituali. La conformazione rocciosa della gola offriva protezione e un clima stabile, rendendola ideale per l’insediamento umano. Oltre al valore storico, la gola di Guayadeque è un’area di grande interesse naturalistico, caratterizzata da pareti basaltiche, vegetazione endemica e sentieri panoramici. È un luogo ideale per comprendere il legame profondo tra l’uomo e il territorio e per scoprire una delle anime più autentiche di Gran Canaria.

Nel pomeriggio ho raggiunto Vega San Mateo, un grazioso borgo di montagna nel cuore dell’isola, tra panorami verdi, case tradizionali e aria fresca lontano dalla costa. Passeggiare tra le sue stradine regala un’autentica atmosfera canaria.
Poi sono tornata verso sud e mi sono fermata ad Anfi del Mar, tra sabbia chiara e acque turchesi, dove mi sono rilassata un po’ in spiaggia prima di rientrare.

GIORNO 8
MERCOLEDÌ 31 DICEMBRE
ULTIMO GIORNO A GRAN CANARIA
L’ultimo giorno dell’anno l’ho trascorso senza fretta. Sono tornata a Playa de Amadores, passando la mattina tra mare e sole.
Nel pomeriggio ho continuato a rilassarmi, ripensando ai giorni precedenti e ai molti luoghi visitati. La sera ho cenato in un ristorante di fronte all’appartamento, prenotato il giorno prima. Dopo cena ho fatto una passeggiata sulla spiaggia di Playa del Cura, aspettando i fuochi d’artificio, poi sono rientrata e sono andata a dormire.
GIORNO 9
GIOVEDÌ 1 GENNAIO
ARRIVEDERCI GRAN CANARIA
Mi sono svegliata molto presto e alle 7.00, con la valigia già pronta accanto alla porta. Ho guidato verso l’aeroporto percorrendo per l’ultima volta le strade dell’isola, con quella sottile malinconia che accompagna sempre la fine di un viaggio.
Ho riconsegnato la Golf all’Avis e mi sono diretta al terminal. In quei 1180 km on the road avevo scoperto le mille anime di Gran Canaria: spiagge dorate, montagne imponenti, città storiche e villaggi autentici.
Quando l’aereo è decollato, ho osservato l’isola allontanarsi lentamente sotto di me. Non è stato un addio, ma un semplice, dolce arrivederci.
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