10/09/2018

Un viaggio in California attraversando i parchi nazionali e statali della West Coast!

Periodo: agosto 2018
Durata: giorni 23

Finalmente è successo! Ho realizzato il mio sogno di fare un viaggio on the road in California e nei parchi dell’Ovest! Inizialmente lo avevo programmato per l’agosto del 2015, ma per una serie di cose ho dovuto rimandare in continuazione. Alla fine, dopo tre lunghi anni, ce l’ho fatta.

In questo viaggio ho trascorso 22 giorni ad esplorare l’Ovest americano, percorrendo in auto quasi 4700 km e camminando per circa 270 km (li ho contati con un braccialetto contapassi, quindi posso dire che per una come me, non abituata all’attività fisica, è stata una bella sfida!).

GIORNO 1

Sabato 04 Agosto: Partenza

Parto puntuale alle 08:30 con il mio volo da Bologna. Dopo uno scalo a Londra, decollo finalmente per San Francisco con la British Airways, anche se purtroppo il volo ha subito un ritardo di quasi tre ore. Nonostante l’attesa prolungata e un po’ frustrante, devo ammettere che la compagnia aerea ha gestito la situazione in modo ottimale.

Atterro a San Francisco e mi trovo ad affrontare tutti i controlli e il recupero bagagli, che hanno ulteriormente dilatato il mio lungo viaggio. Dopo aver completato queste procedure, attendo per il minivan collettivo che avevo prenotato in anticipo, con l’intenzione di raggiungere il Grant Hotel nella vivace zona di Union Square. L’arrivo è stato intorno alle 23:00.

Ciò che mi ha colpita immediatamente è stato il freddo pungente! Non mi aspettavo un clima così fresco, considerando che San Francisco è nota per il suo clima mite. L’aria tagliente mi ha infatti accolta non appena uscita dall’aeroporto, lasciandomi piacevolmente sorpresa ma anche un po’ impreparata.

Nonostante i contrattempi del viaggio, ero davvero entusiasta di iniziare la mia avventura in questa affascinante e vibrante città della California.

GIORNO 2

Domenica 05 Agosto: Monterey – Carmel


Essendo che ho pochi giorni a disposizione, scelgo di fare un’escursione di un giorno lungo la costa, sacrificando l’entroterra per concentrarmi sui parchi. Dopo una colazione veloce, mi reco al punto di incontro per la visita di Monterey e Carmel.

Devo dire che è stata una decisione saggia data la mia limitata disponibilità di tempo. Consiglio vivamente questa opzione a chi come me è di fretta. La prima tappa è il Pigeon Point Lighthouse, che si rivela davvero suggestivo. Lungo il percorso, faccio diverse soste per ammirare le onde dell’oceano che si infrangono sulle rocce.

Arrivata a Monterey a metà mattinata, decido di visitare l’acquario di Monterey Bay, un’esperienza opzionale ma che mi ha affascinato molto. Trascorro qui un paio d’ore esplorando le varie esposizioni, rilassandomi e gustando un panino.

Dopo il pranzo, proseguo per Carmel attraverso la famosa 17-Mile Drive. Qui mi fermo in diversi punti panoramici per ammirare la bellezza circostante, tra cui il celebre campo da golf di Pebble Beach e il Lone Cypress, un solitario albero su uno sperone di granito tra le onde dell’oceano. Le splendide ville con vista mozzafiato e le foche che si riposano su Seal Rock hanno reso l’esperienza ancora più memorabile.

A Carmel, ho il piacere di esplorare le affascinanti boutique e gallerie d’arte, prima di rilassarmi sulla spiaggia per un’oretta.

Rientro poi a San Francisco verso le 20:00, dove concludo la giornata con una cena a base di hamburger prima di andare a dormire.

GIORNO 3

Lunedì 06 Agosto: San Francisco

Oggi inizio ad esplorare la città di San Francisco a piedi. Preferisco sempre camminare il più possibile e utilizzare i mezzi di trasporto solo quando necessario.

Inizio tra i grattacieli del Financial District, visitando la Old St. Mary’s Church, Chinatown, la Transamerica Pyramid e la Coit Tower, da cui si gode di uno splendido panorama con il Golden Gate Bridge avvolto a metà nella nebbia. Dopo una lunga e piacevole camminata, raggiungo la famosa Lombard Street, con le sue curve ricoperte di fiori, dove scatto alcune foto prima di riposarmi brevemente e poi scendere verso i Pier.

Pranzo vicino a Ghirardelli Square e dopo mi dirigo verso Fisherman’s Wharf. Esploro curiosa i vari Pier, acquisto qualche souvenir e arrivo al Pier 39, dove ammiro i fantastici leoni marini sotto il sole.

Poi eccomi al Pier 33, dove alle 18:00 prendo il traghetto per Alcatraz. Io ho prenotato la visita alla prigione sul sito ufficiale Alcatraz Cruises (Official Provider) – Alcatraz City Cruises. Durante il viaggio verso l’isola, la vista di San Francisco con le sue strade ondulate e i grattacieli mi lascia a bocca aperta.

Una volta a Alcatraz, inizio la visita della prigione con l’audioguida in italiano. È un’esperienza molto interessante e ben organizzata, anche se per alcuni potrebbe essere un po’ triste da vedere. Personalmente, ritengo che valga davvero la pena.

Avevo prenotato la visita serale per godermi il tramonto al ritorno, ma non so se sia stato per il freddo (eppure era agosto!) o per altri motivi, non sono riuscita a godermelo appieno.

Torno quindi al Pier di San Francisco intorno alle 21:00, ceno sul porto e, dato che è tardi e fa freddo, prendo un taxi per tornare in hotel, un po’ stanca ma felice di aver vissuto tante esperienze nuove.

GIORNO 4

Martedì 07 Agosto: San Francisco


Dopo la colazione, ho deciso di esplorare San Francisco ancora più a fondo. Mi sono diretta prima verso Union Square e successivamente ho fatto una breve sosta all’incrocio tra Market Street e Powell Street per ammirare il Cable Car Turnaround. È stato parecchio affascinante vedere come due uomini a mani nude riuscissero a girare il cable car, pronti ad accogliere la lunga fila di persone che già alle 8:30 del mattino si era formata. Dopo aver scattato alcune foto e video, ho preso l’autobus per raggiungere il Golden Gate Park.

All’interno del vasto parco, ho deciso di visitare il Japanese Tea Garden. La mattinata era grigia e fresca, quindi ho apprezzato molto un caldo thè e qualche biscotto prima di esplorare questo giardino particolare che mi ha davvero colpito.

Successivamente, ho preso l’autobus per arrivare al Golden Gate Bridge. Inizialmente avevo pensato di attraversarlo a piedi, ma il freddo e il vento mi hanno fatto cambiare idea, optando per ammirarlo solamente dalla sponda.

Poi ho fatto ritorno verso il centro città, passeggiando nella zona di City Hall. Dopo questa visita, mi sono diretta a piedi verso Alamo Square, dove mi sono goduta la vista delle Painted Ladies, le caratteristiche casette colorate allineate. È stato un momento molto rilassante, con uno scenario davvero suggestivo.

Purtroppo, il tempo a disposizione a San Francisco è stato limitato e non ho avuto la possibilità di visitare Sausalito. Comunque visitare questa meravigliosa città della California è stata un’esperienza indimenticabile.

 P.S. Vuoi leggere l’intero diario di viaggio di Carmel e San Francisco? Clicca qui.

GIORNO 5

Mercoledì 08 Agosto: San Francisco – Yosemite – Lee Vining: Km. 420

Esco dall’hotel e mi dirigo all’AVIS per ritirare l’auto. Dopo mezz’ora di fila, finalmente entro nel garage ed ecco la mia compagna di viaggio: una Ford Ecosport rossa, super nuova! In realtà, speravo di fare un giro di prova all’interno del garage, soprattutto perché non conoscevo il cambio automatico. Invece sono stata subito catapultata nel ruggente traffico di San Francisco. Ho un po’ di ansia in macchina, ma una volta attraversato il Bay Bridge, mi sento più a mio agio.

Il giorno prima avevano riaperto l’entrata per lo Yosemite, che era stata chiusa a causa di un incendio. Sono riuscita ad attraversarlo, anche se purtroppo la Valley è ancora chiusa. Attraverso bene il Tioga Road, facendo diverse soste e qualche camminata. C’è ancora un po’ di fumo nell’aria, ma posso comunque ammirare dei paesaggi bellissimi.

Arrivo al Yosemite Gateway Motel a Lee Vining per pernottare. Dopo aver lasciato i bagagli in camera, mi dirigo al Mono Lake per assistere al tramonto, poi ceno in un ristorantino davanti al motel. È stata una giornata intensa ma gratificante, con la gioia di aver potuto finalmente esplorare lo Yosemite nonostante le limitazioni.

GIORNO 6

Giovedì 09 Agosto: Bodie – Death Valley: Km. 480

Dopo una piccola colazione, mi dirigo subito a Bodie. Arrivo alle 9 del mattino e trovo ancora poche persone, il che mi permette di visitare bene questa suggestiva città fantasma. Resto circa un’ora e mezza, prendendomi il tempo di esplorare ogni angolo. Se si alloggia a Lee Vining, consiglio assolutamente di fare questa deviazione di una cinquantina di chilometri: l’ingresso costa 8 dollari a persona, ma l’atmosfera di Bodie è unica e merita davvero.

Dopo Bodie, mi sposto verso Mammoth Lake, dove mi fermo per una passeggiata rilassante e un veloce panino. Riprendo la US-395 verso sud e la lunga strada mi fa sentire veramente nel cuore della California, con il paesaggio che si estende a perdita d’occhio. Raggiungo Bishop, dove faccio una breve sosta per una bibita ghiacciata e una passeggiata nel piccolo centro.

Proseguo poi direzione Death Valley. Verso le 18 arrivo a Panamint Springs, dove faccio rifornimento e mi preparo per l’esperienza unica delle Mesquite Flat Dunes. È un vero incanto camminare a piedi nudi su queste dune sotto il caldo avvolgente del deserto. Finalmente arrivo al Furnace Creek Ranch, ma trovo difficoltà a trovarlo perché parte è in ristrutturazione e il navigatore mi confonde con indicazioni errate.

Nonostante le piccole complicazioni, mi trovo bene qui. Il ranch è grande e offre tutto ciò di cui ho bisogno per una serata rilassante. È stato un lungo viaggio oggi, ma visitare luoghi come Bodie e le dune della Death Valley è un’esperienza che non dimenticherò facilmente.

P.S. Vuoi leggere l’intero diario di viaggio di Bodie? Clicca qui.

GIORNO 7

Venerdì 10 Agosto: Death Valley – Las Vegas: Km. 270

Oggi mi sveglio alle 6 del mattino, mi preparo rapidamente e lascio il ranch. La prima tappa è il bacino di Badwater, dove arrivo dopo una lunga camminata. Mi ritrovo nel bel mezzo di questo lago salato, a 86 metri sotto il livello del mare, si tratta del punto più basso degli Stati Uniti.

Poi riprendo l’auto e percorro Artist’s Drive. Non ci sono parole per descrivere questa strada, è uno spettacolo mozzafiato! Arrivo all’Artist’s Palette, parcheggio l’auto e mi incammino tra i colori meravigliosi delle rocce. In questo luogo fantastico faccio diverse foto e poi riparto.

Arrivo al Zabriskie Point, da cui si gode di una vista spettacolare. È un altro momento indimenticabile della giornata.

Proseguo verso il visitor center, dove cambio il biglietto singolo acquistato la sera prima alla macchinetta (perché il visitor center era chiuso) e acquisto l’Annual Pass, pagando la differenza. Mi rifornisco di acqua e mi preparo per il viaggio verso Las Vegas!

Faccio una breve sosta a Pahrump per benzina e un pasto alla veloce, quindi arrivo al mio hotel, il New York New York, intorno alle 15.00. Parcheggio l’auto nel garage multipiano e faccio il check-in, facendo attenzione a non perdermi in questa struttura immensa! Lascio le valigie in camera e mi incammino subito per esplorare l’hotel, che è una vera e propria città. Al suo interno c’è di tutto e di più e ci si rischia persino di perdere!

Le temperature sono altissime, circa 40 gradi con molta umidità, ma decido comunque di uscire. Mi avventuro lungo la Strip, resistendo al caldo opprimente, determinata a esplorare tutto. Arrivo al Paris, poi al Bellagio, proseguo ancora un po’, ma alla fine il caldo e l’umidità mi sopraffanno. Torno in hotel, mi metto rapidamente in costume da bagno e mi dirigo verso la piscina!

La sera esco di nuovo, passeggiando lungo la Strip, faccio un’altra visita al Paris e continuo fino al Venetian. Torno indietro, faccio una sosta al Mirage per assistere allo spettacolo del vulcano, quindi mi fermo al Bellagio per ammirare le meravigliose fontane.

Finalmente, con i piedi stanchi, torno in hotel e mi preparo per una notte di meritato riposo.

GIORNO 8

Sabato 11 Agosto: Las Vegas

Questa mattina decido di prendermela con calma, senza sveglia. Nonostante tutto, sono già in piedi alle 8, faccio colazione allo Starbucks dell’hotel e poi vado in piscina. Oggi è una giornata dedicata al relax.

Verso le 21:00 esco per fare un giro dall’altra parte della Strip, ma improvvisamente inizia a piovere e a tirare un vento fortissimo, così decido di rientrare in hotel. Dopo un’ora smette di piovere e decido di camminare verso il Mandalay Bay, passando per l’Excalibur. Non c’è nessuno per strada e la pioggia riprende. Entro al Mandalay Bay e prendo il trenino gratuito che mi riporta all’hotel.

Oggi è stata una giornata tranquilla e rigenerante, perfetta per recuperare energie dopo giorni intensi a Las Vegas.

GIORNO 9

Domenica 12 Agosto: Las Vegas – Zion  NP – Bryce NP: Km. 400

Oggi parto presto in direzione Zion. Cambio l’orologio di un’ora in avanti, essendo che si passa dal Nevada allo Utah. Arrivo verso mezzogiorno e trovo subito parcheggio vicino all’ultima fermata della navetta a Springdale. Decido di proseguire a piedi e in soli 10 minuti raggiungo il Visitor Center del parco.

Dopo aver mostrato il mio Pass, prendo lo shuttle fino al Temple of Sinawava. Opto per il Riverside Walk Trail, un sentiero che si snoda accanto al Virgin River fino alla stretta gola dei Narrows. Dopo circa 45 minuti di cammino, mi concedo una pausa rinfrescante e un momento di relax, ammirando il panorama circostante. Successivamente, torno indietro con lo shuttle fino al Visitor Center.

Riparto con la mia auto lungo la splendida UT-9, dove il Pass continua a essere richiesto. Attraverso il magnifico paesaggio del parco, caratterizzato dalle sfumature cromatiche delle rocce che vanno dal rosso al bianco. Ogni una sosta meritata lungo la strada mi permette di ammirare a pieno queste meraviglie naturali.

Proseguendo sulla UT-12, mi avvicino al Bryce Canyon e inizio a scorgere le suggestive formazioni rocciose degli hoodoos nel Red Canyon. Mi fermo più volte per fotografare e immergermi nella bellezza di questo spettacolo naturale, reso ancora più magico dalle luci del tramonto.

Con questa spettacolare immagine nella mente, raggiungo il mio motel, il Bryce Ryce View Lodge, immerso in una suggestiva cittadina in stile western vicino al Bryce Canyon. In questo posto consiglio vivamente di cenare al Ruby’s Inn, dove è previsto uno spettacolo di musica country, perfetto per concludere questa giornata intensa di esplorazioni e scoperte.

Questa giornata è stata un viaggio emozionante tra i parchi nazionali dell’Ovest americano, colma di meraviglie naturali e momenti indimenticabili.

GIORNO 10

Lunedì 13 Agosto: Bryce Canyon – Moab: Km. 500

Secondo i miei piani, oggi dovrei alzarmi presto per ammirare l’alba al Bryce Canyon. Tuttavia, il sonno vince e mi sveglio solo alle 07:30. Un’ora dopo, sono finalmente all’ingresso del parco.

Parcheggio l’auto e mi dirigo verso il Sunset Point. Rimango, già senza fiato per via della bellezza di questo canyon, con le sue guglie giganti dai colori mozzafiato. Mi dispiace non essere riuscita a vedere l’alba, ma anche così, lo spettacolo è incredibile.

Scendo dal Sunset Point e percorro il Navajo Loop Trail. Mi fermo ogni pochi passi per scattare foto, il paesaggio è troppo affascinante per non immortalarlo. Arrivo all’Anfiteatro, seguo il sentiero e risalgo dal Sunrise Point. La risalita è faticosa per me, soprattutto perché qualche mese fa ho sviluppato una fascite plantare. Camminare non è mai stato il mio forte, e questa condizione rende tutto più difficile. Nonostante le vesciche, ne vale assolutamente la pena. Questo parco è il più bello che abbia mai visto!

Camminare tra queste colonne imponenti, scolpite dalla natura nel corso dei secoli, è un’esperienza unica. Consiglio a tutti di visitare Bryce Canyon; lascerà un’impronta indelebile nella vostra memoria.

Dopo essere risalita, riprendo l’auto e percorro la UT-63 Scenic Drive per arrivare al Rainbow Point. La vista da questo punto panoramico è semplicemente straordinaria perché puoi vedere tutto il Bryce Canyon. Ripercorro la strada a ritroso, fermandomi ad ogni zona panoramica: Black Birch Canyon, Ponderosa Canyon, Agua Canyon, Natural Bridge, Farview Point e Inspiration Point. Ogni sosta è un’occasione per ammirare e fotografare questi paesaggi meravigliosi.

Intorno a mezzogiorno e mezza mi fermo nella cittadina vicina per uno spuntino a base di frutta fresca, poi riparto in direzione Moab. Anche se oggi mi aspettano molti chilometri di guida, non mi pesa affatto. In realtà, i lunghi tragitti in auto fanno parte del fascino del viaggio! “On the road” non è solo un’espressione, è uno stile di vita. Ogni chilometro, ogni salita, ogni curva su queste strade deserte mi offre scenari e giochi di luce mai visti prima. È un’esperienza straordinaria che rende il viaggio indimenticabile.

Verso sera arrivo poi all’Adventure Inn  Motel a Moab, dove ho in programma di passare due notti.

GIORNO 11

Martedì 14 Agosto: MOAB: Km. 200

Questa mattina, dopo una veloce colazione, mi avventuro nel meraviglioso Arches National Park. Comincio il mio tour esplorando il Park Avenue Viewpoint, da cui ammiro le spettacolari formazioni rocciose. Continuo il percorso fermandomi al La Sal Mountains Viewpoint per godermi il panorama delle montagne in lontananza. Successivamente, rimango incantata dalla maestosità di Balanced Rock e dalla bellezza delle architetture naturali di Double Arch. Mi fermo anche alle North e South Window, ammirando le loro imponenti strutture.

Decido di osservare il celebre Delicate Arch da un punto di vista più distante, scegliendo i Lower e Upper Delicate Arch Viewpoint. Sebbene non mi avvicini direttamente, il panorama è comunque mozzafiato. Evito l’escursione di circa 5 km necessaria per raggiungerlo da vicino, preferendo conservare energie per altre esplorazioni.

Il mio percorso continua con una lunga camminata lungo il Devil’s Garden Trail, dove rimango affascinata dalla varietà delle formazioni rocciose. Durante il viaggio di ritorno, faccio numerose soste con l’auto per catturare altri scorci indimenticabili del parco.

Dopo aver lasciato Arches, mi dirigo verso Canyonlands, Island in the Sky. I panorami qui sono altrettanto incredibili. Mi lascio incantare dalla vista mozzafiato del Grand View Point Overlook, dall’incredibile formazione di Mesa Arch e dall’impressionante Shafer Canyon Overlook. Ogni tappa di questa giornata mi regala emozioni uniche e ricordi indelebili, rendendo ogni momento un’esperienza straordinaria.

GIORNO 12

Mercoledì 15 Agosto: Moab – Bluff – Monument Valley – Bluff: Km. 325

Lascio Moab e mi avvio verso Bluff, raggiungendo il Kokopelli Inn intorno alle 11:30. L’hotel è confortevole, ma Bluff mi lascia insoddisfatta; è una cittadina piuttosto monotona. Se potessi rifare la scelta, opterei per un’altra destinazione o spenderei di più per pernottare al The View nella Monument Valley.

Con la camera già pronta, deposito i bagagli e prendo uno spuntino dal market di fronte. Riparto subito e faccio una deviazione al Goosenecks State Park, una vera sorpresa! Il San Juan River crea delle curve spettacolari.

Riprendo la guida lungo la Scenic Byway I-163, una strada diritta e lunga che conduce in modo diretto alla Monument Valley. Ovviamente non manco di fare la foto di rito nel punto panoramico dove Forrest Gump smise di correre. Arrivo all’ingresso verso le 14:00 e, avendo tempo, opto per un’escursione guidata con i Navajo, che parte tra pochi minuti. È un’esperienza meravigliosa. La guida ci racconta storie affascinanti e ci descrive ogni punto della Monument Valley in modo coinvolgente.

Dopo quasi tre ore, concludo l’escursione e torno verso Bluff. Prima, però, faccio una deviazione per esplorare la Valley of the Gods, aggiungendo un’altra meraviglia alla giornata.

GIORNO 13

Giovedì 16 Agosto: Bluff – Page: Km. 330

Dopo una colazione abbondante, parto alla volta di Page, approfittando del cambio di fuso orario che mi regala un’ora in più. Poiché la camera sarà pronta solo nel pomeriggio, decido di dirigermi direttamente al Lake Powell. Faccio una breve sosta sul ponte della diga di Glen Canyon per ammirare il panorama mozzafiato, quindi mi dirigo verso la Wahweap Marina. Qui, acquisto un tour in barca che mi porta a esplorare l’Antelope Canyon per circa due ore. È un’esperienza che consiglio vivamente!

Dopo il tour, mi concedo un po’ di relax sulla spiaggia prima di dirigermi verso l’Horseshoe Bend per ammirare il tramonto. È semplicemente spettacolare, con il sole che dipinge il cielo di sfumature incredibili.

Quando il sole scompare all’orizzonte, mi dirigo verso il mio hotel, il Travelodge Page, dove sistemo rapidamente i bagagli prima di uscire a piedi alla ricerca di un posto dove cenare nel centro di Page. Raccomando caldamente il Ken’s Old West Steakhouse, anche se è meglio arrivare presto dato che già verso le 20:30 c’è una fila lunga e in attesa.

GIORNO 14

Venerdì 17 Agosto: Page – Grand Canyon: Km. 224

Questa mattina mi sveglio presto in vista dell’escursione alle 10:30 all’Upper Antelope Canyon. Dopo aver parcheggiato l’auto presso il mio hotel, mi dirigo a piedi all’agenzia Antelope Slot Canyon Tours, dove ho prenotato il tour. Partiamo puntuali e arriviamo verso le 11:00. Guidata dall’esperta, entro nell’Antelope Canyon e ammiro subito i fantastici giochi di luce che le pareti creano, anche se le foto non riescono a catturare appieno la sua bellezza.

L’organizzazione dell’agenzia è impeccabile, anche se molto rigorosa sulle regole: “NO BAG” significa proprio “NO BAG” – consentono solo acqua, telefono e macchina fotografica! La guida si dimostra abilissima nel fare foto, e apprezzo molto il suo aiuto.

Terminato il tour, torno indietro per prendere l’auto e mi dirigo verso il Grand Canyon. Intorno alle 16:00 arrivo alla Desert View o AZ-64. Dopo aver mostrato il mio pass all’ingresso, vado subito alla Watch Tower, una torre panoramica da cui si gode di una vista mozzafiato sul Grand Canyon. Proseguendo lungo la strada, faccio diverse soste ai punti panoramici come Navajo Point, Lipan Point, Moran Point e infine Grandview Point.

Rimango incantata da questa bellezza imponente, dai colori vividi del Grand Canyon e dalla rete intricata del fiume Colorado. Dopo circa due ore, torno al mio albergo, il Yavapai Lodge. Dopo il check-in e dopo aver portato i bagagli in camera, prendo la navetta della linea Blu. Arrivo alla Hermits Rest Route Transfer e prendo lo shuttle della linea Rossa fino a Hopi Point, dove mi fermo ad ammirare il tramonto. È uno spettacolo mozzafiato e il silenzio circostante, nonostante la presenza di molte persone, rende l’esperienza quasi surreale.

Rimango fino a quando è quasi buio, poi riprendo la navetta e, una volta al lodge, ceno un hamburger al ristorante. Dopo una breve passeggiata serale, mi preparo per una notte di meritato riposo.

GIORNO 15

Sabato 18 Agosto: Grand Canyon – Williams – Seligman: Km. 310

Questa mattina mi sveglio presto, ma non abbastanza da poter ammirare l’alba, un rimpianto di questo viaggio on the road. Prometto a me stessa di alzarmi presto almeno due volte per vedere i parchi con la luce dorata del mattino, ma purtroppo non ci riesco. È un po’ un peccato…

Dopo una veloce colazione a base di succo di frutta, faccio il check-out dall’albergo e lascio la macchina nel parcheggio del Visitor Center. Prendo lo shuttle linea arancione e visito Mather Point, Pipe Creek Vista, Yaki Point e South Kalibab. Ogni fermata è un’opportunità per scattare molte fotografie e fare brevi escursioni.

Intorno a mezzogiorno riparto in direzione di Williams, passando attraverso Tusayan. Appena arrivata a Williams, noto subito la fantastica e tanto attesa Route 66! Dopo aver parcheggiato, mi immergo nella vivace atmosfera della cittadina, completamente immersa nello stile della Route 66, con insegne colorate e pareti dei negozi pittoresche.

Dopo un buon pranzo e un rifornimento di carburante, riprendo il viaggio. Inizio lungo la I-40, ma non appena vedo il cartello per l’uscita della celebre strada americana, devio e percorro la Route 66 fino a Seligman. Anche qui, godo dell’atmosfera caratteristica e dei colori vivaci.

Successivamente, salgo in macchina e proseguo fino alla mia destinazione finale: Kingman. Dopo essermi registrata al Motel 6 Kingman West, esploro il centro cittadino, che ha mantenuto vivo lo spirito della Route 66. La cena è servita al Mr. D’z Route 66 Diner, un posto che consiglio vivamente per l’atmosfera e il cibo tipico americano.

GIORNO 16

Domenica 19 Agosto: Kingman – Oatman – Joshua Tree – Palm Springs: Km. 500

Partendo da Kingman, mi immetto sulla Route 66 e affronto una serie di tornanti mozzafiato fino a raggiungere Oatman. Questo pittoresco paesino è una vera gemma da non perdere, sia per la strada panoramica che si percorre, sia per l’atmosfera western che pervade ogni angolo, con gli asinelli selvatici che camminano liberamente tra le strade.

Dopo aver lasciato alle spalle questa meraviglia, mi dirigo verso Palm Springs, ma prima faccio una tappa obbligatoria al Joshua Tree National Park, entrando da Twentynine Palms. La mia prima sosta è Skull Rock, una formazione rocciosa che ricorda un teschio per la sua forma peculiare. Proseguo fino a Keys View, da dove si gode di un panorama mozzafiato sulla valle sottostante.

Esploro questo splendido parco in auto, fermandomi di tanto in tanto nei vari punti panoramici lungo la strada. Dopo aver goduto appieno della bellezza del Joshua Tree, prendo l’uscita ovest e continuo fino a Palm Springs, dove ho prenotato una camera al Motel 6 Palm Springs Downtown per la notte.

Ora, mentre mi preparo per il riposo della notte al Motel 6 Palm Springs Downtown, rifletto con gioia su tutte le meraviglie naturali che ho avuto la fortuna di vedere lungo il cammino.

GIORNO 17

Lunedì 20 Agosto: Palm Springs – San Diego: Km. 240

Questa mattina mi sveglio presto e mi preparo per la lunga giornata a San Diego. Arrivo al Travelodge Downtown Conv. Center verso mezzogiorno dopo un lungo viaggio in autostrada che mi ha stancata molto. Parcheggio l’auto e decido subito di esplorare Gaslamp Quarter con l’autobus.

Gaslamp Quarter è un vivace centro storico ricco di negozi alla moda e ristoranti accoglienti. Opto per pranzare in uno dei ristorantini del quartiere, godendo della sua atmosfera vibrante. Dopo il pasto, decido di esplorare a piedi la zona circostante. Visito Horton Plaza con il suo centro commerciale eclettico, passeggio attraverso Downtown, faccio una breve sosta a Little Italy per ammirarne il carattere e mi fermo lungo la baia di San Diego per ammirare il panorama.

Successivamente, riprendo l’autobus per raggiungere Balboa Park, un’oasi culturale e naturale nel cuore della città. Esploro i suoi giardini e le sue attrazioni culturali, godendomi la tranquillità del parco. Alla fine della visita, ritorno in hotel sempre con l’autobus.

GIORNO 18

Martedì 21 Agosto: San Diego: Km. 60

Mi sveglio presto e mi preparo per una splendida giornata in spiaggia. Dopo aver fatto colazione, prendo l’auto e mi dirigo verso Mission Beach. Passo l’intera mattinata a rilassarmi al sole lungo questa lunga e affascinante spiaggia californiana, godendomi il suono delle onde e l’aria salmastra.

Successivamente, decido di esplorare Ocean Beach, altrettanto suggestiva. Cammino sul lungomare, osservando i pescatori al lavoro nel porticciolo e ammirando le barche che oscillano leggermente sulle onde tranquille.

Come ultima destinazione della giornata, raggiungo Coronado Beach e mi fermo per contemplare il tramonto. Le tonalità calde e vibranti del cielo mentre il sole scompare all’orizzonte creano un’atmosfera magica e suggestiva che mi rapisce completamente.

GIORNO 19

Mercoledì 22 Agosto: San Diego – Los Angeles: Km. 220

Mi godo una tranquilla colazione e poi parto per la mia ultima meta: Los Angeles! L’emozione cresce man mano che mi avvicino, vedendo il cartello verde della città degli angeli e i grattacieli che si delineano all’orizzonte. È l’ultimo tratto di un sogno che sta diventando realtà, nonostante qualche timore e ansia iniziale, mi sento importante guidando sulla freeway californiana a otto corsie!

Grazie a Google Maps, raggiungo nel primo pomeriggio, e senza difficoltà, il Coral Sands Motel, dove ho prenotato le mie ultime quattro notti. Dopo aver sistemato le valigie e aver fatto un rapido refresh, esco subito per esplorare. Una camminata di circa quaranta minuti e sono già sulla Walk of Fame. Inizio a esplorare ogni stella, cercando quelle più famose per scattare delle foto, e visito numerosi negozi lungo il percorso.

Arrivo al Chinese Theatre, mi fermo ad ammirare le famose impronte di mani e piedi dei personaggi celebri e, con determinazione, cerco quelle di George Clooney. Sono quasi pronta ad arrendermi, ma alla fine la mia perseveranza è premiata: le trovo! Continuo a camminare senza stancarmi lungo Hollywood Blvd e, quando sono le 18:30, decido di fermarmi per cena prima di rientrare in hotel.

GIORNO 20

Giovedì 23 Agosto: Los Angeles – Malibu – Venice – Santa Monica – Los Angeles: Km. 100

Mi sveglio presto e decido di fare colazione allo Starbucks accanto al motel. Dopo aver mangiato, mi dirigo verso Malibù. Il traffico è intenso e impiego del tempo a trovare parcheggio. Sono già le undici quando riesco finalmente a sistemarmi e mangio qualcosa velocemente prima di dirigermi in spiaggia per qualche ora di relax.

Nonostante il piacevole tempo trascorso, decido di riprendere l’auto e percorrere la splendida Highway 1 che costeggia l’Oceano fino a Venice. Passeggio tra i verdi canali e raggiungo il vivace lungomare, animato da negozi, musica e tanta gente. Poi, intorno alle 17:30, lascio Venice per dirigermi a Santa Monica.

Arrivo al famoso Pier, affollato di persone, e salgo una scalinata per ammirare uno dei tramonti più celebri. Resto incantata dai colori che si diffondono nel cielo mentre il sole cala lentamente sull’orizzonte. Con il calare delle tenebre, torno in hotel, ma il traffico è caotico e impiego un’ora per percorrere pochi chilometri.

Arrivo al famoso Pier, affollato di persone, e salgo una scalinata per ammirare uno dei tramonti più celebri. Resto incantata dai colori che si diffondono nel cielo mentre il sole cala lentamente sull’orizzonte. Con il calare delle tenebre, torno in hotel, ma il traffico è caotico e impiego un’ora per percorrere pochi chilometri.

GIORNO 21

Venerdì 24 Agosto: Los Angeles: Km. 20

Dopo una colazione rilassante allo Starbucks, prendo la metro dalla fermata vicino all’hotel e mi dirigo verso Downtown. Passeggio per il quartiere e visito il City Hall, il Dorothy Chandler Pavilion e ammiro l’architettura esterna del Walt Disney Concert Hall.

Proseguo il mio tour prendendo la metro fino a Chinatown. Dopo una breve passeggiata, rimango delusa e decido di andare a Little Tokyo. Questo quartiere mi sorprende per la sua bellezza: è piccolo, accogliente e pieno di ristorantini giapponesi. In mezz’ora esploro ogni angolo, ma rinuncio a pranzare lì perché i locali sono affollati. Ritorno in albergo, preparo due panini con un po’ di affettato e li mangio in camera.

Dopo essermi cambiata, mi dirigo verso la Warner Bros. Ma prima faccio una sosta a Cahuenga Blvd per fotografare la casa dei Cunningham di Happy Days. Arrivo alla Warner alle 15:30. Ho prenotato gratuitamente due biglietti online per assistere alle riprese dal vivo di una delle mie sit-com preferite, MOM!

Il tempo d’attesa è lungo essendo che lo spettacolo inizia alle 18:30. Lo studio è gremito e un intrattenitore simpaticissimo ci tiene compagnia. Quando si apre il sipario, l’emozione è indescrivibile. Vedere gli attori recitare dal vivo e ridere insieme a loro è un’esperienza unica. Peccato non poter fare foto, dato che ci sequestrano i telefonini all’ingresso.

Verso le 20, ci offrono una bottiglietta d’acqua e un pezzo di pizza, segno che ci aspettano altre scene. Lo spettacolo si protrae per oltre due ore. Alle 21 circa, gli attori e lo staff ci salutano calorosamente e ci accompagnano all’uscita.

Rientro in albergo, ma prima di andare a dormire, mi concedo un rilassante tuffo in piscina. La giornata è stata ricca di emozioni e scoperte a Los Angeles, e non vedo l’ora di vedere cosa mi riserverà domani.

GIORNO 22

Sabato 25 Agosto: Los Angeles: Km. 68

Questa mattina visito di nuovo la Warner Bros per il tour prenotato alle 9:30. Sono emozionata all’idea di esplorare i set e gli studi delle mie serie TV preferite, preferendo questa esperienza agli Universal Studios perché non amo particolarmente i parchi di divertimento.

Dopo il tour, che finisce verso mezzogiorno, mi prendo un hot dog al Central Perk prima di recuperare l’auto. Mi dirigo al Griffith Observatory, dove scatto diverse foto, anche se c’è un po’ di foschia. Poi, cerco le stradine da cui si vede bene la famosa scritta “Hollywood”.

Successivamente, mi sposto a Beverly Hills. Giro un po’ tra le vie delle celebrità, ma vedo poco perché le ville sono nascoste da piante enormi e rigogliose. Trovo un parcheggio in un garage gratuito per le prime due ore su Beverly Drive. Passeggio tra il lusso, visito l’hotel Four Seasons (quello del film “Pretty Woman”) e mi concedo un gelato.

Alle 16:30 recupero l’auto dal garage. Il mio programma prevedeva una visita a Pasadena, ma il tempo stringe, quindi torno in hotel. Parcheggio l’auto e torno a Hollywood Blvd a piedi per fare gli ultimi acquisti.

Los Angeles è spesso definita una città che o ami oppure odi. Diverse persone non si sono trovate bene, ma a me è piaciuta parecchio. Credo che questa metropoli, con il suo traffico intenso, le autostrade a 8 corsie, le lunghe spiagge con le torrette dei bagnini con l’imperdibile salvagente rosso stile Baywatch e i tramonti, rappresenti perfettamente la California. I tre giorni e mezzo trascorsi qui sono stati troppo pochi!

Concludo la mia serata con un ultimo hamburger, godendomi il sapore di questa avventura indimenticabile. Los Angeles mi ha regalato emozioni uniche e, mentre mi preparo per l’ultima notte, sento già la nostalgia di questa straordinaria città che rimarrà per sempre nel mio cuore.

GIORNO 23

Domenica 26 Agosto: Los Angeles – Aeroporto: Km. 24

Oggi è il triste giorno della partenza. Mi sveglio con un nodo allo stomaco e mi preparo, sentendo già la nostalgia per i giorni trascorsi in California. Scendo in reception e lascio le chiavi dell’albergo con un senso di addio prematuro.

Salgo in macchina, guido con la mente già proiettata verso l’aeroporto. Mi fermo per fare rifornimento e quando raggiungo l’Avis, la realtà della fine del viaggio si fa sentire. Il rituale di lasciare la macchina passa rapidamente, senza tempo per un ultimo sguardo nostalgico alla mia compagna di viaggio.

Sulla navetta per l’aeroporto, guardo fuori dal finestrino mentre il panorama di Los Angeles sfila veloce. Arriviamo in un aeroporto caotico e immenso, dove trovare il terminal è un’impresa. Finalmente, verso mezzogiorno, sono lì, in attesa del check-in.

Decido di mangiare un panino, quasi per procrastinare il momento del controllo bagagli e del volo alle 18:30. Per distrarmi, prendo il telefono e sfoglio le foto di questo viaggio on the road in California e nei parchi dell’Ovest, cercando di trattenere i ricordi in un flusso di emozioni contrastanti.

Chi sono

Deborah Gozi

Ho chiamato questo sito “la vita in giro” perché è quando sono in viaggio che mi sento davvero viva. Ed è così che oggi aiuto altre persone a dare vita ai loro sogni itineranti, sono infatti una Travel Designer certificata.

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