18/04/2019

Cosa vedere a Corinaldo: una gita inaspettata fuori porta

Periodo: aprile 2019
Durata: giorni 1

Corinaldo, uno dei borghi più belli d’Italia, si trova nell’entroterra di Senigallia, precisamente su un colle sulla riva sinistra del fiume Nevola. Le sue radici risalgono al V secolo, ma la sua storia è segnata da un evento tragico: il 18 agosto 1360 fu distrutto dall’esercito pontificio di Innocenzo VI, solo per essere ricostruito nel 1367. Oggi, il borgo si presenta circondato da imponenti mura difensive, torri, numerose viuzze strette che si intersecano l’una all’altra, piazze, chiese e bellissimi panorami. Corinaldo, nel suo insieme, racconta la storia di Santa Maria Goretti, da quando nacque a quando, ancora bambina, morì.

GIORNO 1

Mi sono svegliata alle 9 e, guardando fuori, ho visto un bel sole primaverile, così in un attimo ho deciso di fare una gita a Corinaldo, che fortunatamente si trova a poco più di un ora di macchina. Avevo sentito parlare di questo borgo attraverso amici, ma non mi aspettavo un borgo così bello e ricco di storia.

Sono arrivata verso le 11 del mattino e, con sorpresa, ho trovato un comodo parcheggio disponibile subito all’ingresso del borgo.

Dopo aver preso una cartina con sopra indicato un percorso da seguire, ho iniziato il mio tour delle mura, che ancora oggi conservano gli elementi caratteristici tipici dell’architettura medievale. Ho cominciato dalla suggestiva Torre dello Sperone, un’imponente struttura ottagonale del XV secolo, e mi sono poi diretta verso Porta San Giovanni. Continuando il mio percorso, sono giunta alla Torre dello Scorticatore, così chiamata poiché un tempo era abitata da uno scorticatore di pecore.

Proseguendo il cammino, ho raggiunto Porta Santa Maria del Mercato, una struttura composta da due parti costruite in epoche diverse: un arco trecentesco e un ulteriore porta di accesso del 1400, per intensificare la difesa.. Davanti a me si è presentata una scalinata di 109 gradini che conduce al celebre Pozzo della Polenta. Secondo una leggenda popolare, questo pozzo deve il suo nome a un incidente in cui un uomo fece cadere accidentalmente della farina di mais, trasformando l’acqua in una sorta di paiolo per la polenta.

Dopo una piacevole sosta in un accogliente locale per un pranzo veloce, ho proseguito, dopo il Pozzo della Polenta, lungo una viuzza a sinistra, scendendo una scalinata fino a raggiungere le Mura di Mangano e la Torre della Rotonda. Infine, sono arrivata ai Landroni, un caratteristico porticato creato dagli edifici lungo la via principale, Via Del Corso, alla quale sono entrata svoltando a destra.

In pochi minuti ho raggiunto il Santuario Diocesano di Santa Maria Goretti. Santa Maria Goretti, morta giovanissima a soli 11 anni, fu uccisa da Alessandro Serenelli, un vicino di casa che aveva provato a molestarla. La sua storia è parte integrante dell’identità di Corinaldo.

Poco distante si trova Piazza del Cassero, dove ho visitato la chiesa del Suffragio, in stile barocco con imponenti colonne e capitelli, e la chiesa dell’Addolorata, dal suggestivo interno in stile rococò. Superato il Campanile di San Pietro nell’omonima piazza, mi sono imbattuta in un piccolo parco recintato dove al centro si innalza il Cedro del Libano.

Prima di tornare a casa, ho deciso di fare un breve tragitto di circa 2 km fino a Pregiagna per visitare la casa natale di Santa Maria Goretti. Questa abitazione è su due piani ed è interamente costruita in mattoni. Partendo dal pian terreno troviamo la stalla, e al posto della cantina ora c’è una piccola cappella.

Al piano superiore, invece c’è una sala da pranzo con un imponente camino al centro, oltre alla camera in cui la santa è nata, ancora arredata con mobili dell’epoca.

Chi sono

Deborah Gozi

Ho chiamato questo sito “la vita in giro” perché è quando sono in viaggio che mi sento davvero viva. Ed è così che oggi aiuto altre persone a dare vita ai loro sogni itineranti, sono infatti una Travel Designer certificata.

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