Quando sono arrivata di nuovo a Lucignano — quel gomitolo di pietra sospeso tra Valdichiana e Crete Senesi — ho capito perché, una volta visto, non si dimentica. Le sue vie concentriche sembrano un mandala medievale; il tempo rallenta, i profumi si amplificano, gli scorci appaiono a ogni curva. In questo articolo intreccio le mie sensazioni personali con un racconto dettagliato, così da poterlo vivere (o rivivere) passo dopo passo.

1. Il primo impatto: Porta San Giusto e la “curva perfetta”
Entrare da Porta San Giusto è come varcare uno schermo cinematografico: l’arco trecentesco in mattoni incornicia Via delle Monache, che gira subito a sinistra seguendo l’ellisse perfetta. Io ho rallentato istintivamente: volevo assorbire il gioco di luci sulle facciate in pietra serena, ascoltare lo scalpiccio sui ciottoli, salutare i gatti sonnacchiosi che presidiano i davanzali.
2. Via Delle Monache
La percorro sempre piano: case in pietra con balconi fioriti, archi di travertino e odore di glicine. Sulle soglie trovi spesso gatti sonnacchiosi – i veri padroni del paese!

3. Collegiata di San Michele Arcangelo: bellezza che risuona
La Collegiata domina l’acropoli del borgo. La facciata tardo rinascimentale è severa, ma dentro l’atmosfera è intima: navata unica, stucchi barocchi, due organi gemelli ancora funzionanti. Durante la mia visita, l’organista provava un Kyrie di Pergolesi: le note riempivano la cupola, facendomi vibrare lo sterno. Se vuoi un momento di pura contemplazione, siediti nella terza panca a sinistra; da lì il rosone proietta un raggio dorato proprio sull’altare.

4. Il “Salotto” di Piazza del Tribunale
Uscendo, basta un minuto per raggiungere Piazza del Tribunale — lastricata a spina di pesce, circondata da loggiati quattrocenteschi. Io mi sono fermata al Caffè Centrale: tavolino in ferro battuto, espresso cremoso, vista su balconi fioriti di gerani. È il luogo ideale per people watching: turisti curiosi, signore che chiacchierano in dialetto, ciclisti assetati di Sangiovese.
Da provare
- Spritz toscano: vino bianco frizzante, infuso di pesca, scorza d’arancia.
- Cantuccini fatti in casa: perfetti da intingere nel Vin Santo.
5. Il giro delle Mura: 1,4 km di panorami
Lucignano è famoso per l’impianto urbanistico “a spirale”. Io ho percorso l’anello esterno partendo da Porta San Giusto e terminando ai Bastioni Medicei (XVI sec.). La vista? Campi di colza a nord, filari di cipressi a ovest, i profili lontani di Cortona e Montepulciano. Portati un euro: il cannocchiale panoramico vale ogni centesimo, soprattutto al tramonto, quando il cielo diventa un gradiente pesca-lavanda.

Cosa Mangiare: 5 Piatti da Provare
- Pici all’Aglione – spaghetti ruvidi tirati a mano con sugo di aglione della Valdichiana.
- Tagliata di Chianina IGP – servita al sangue su pietra ollare.
- Crespelle alla Valdarnese – crespelle ripiene di ricotta e bietole, gratinate con ragù bianco.
- Cinghiale in Dolceforte – stufato in salsa di cacao amaro e pinoli.
- Cantucci & Vin Santo – chiudi in dolcezza in qualsiasi osteria del centro.
Cosa portare a casa
- Olio extravergine DOP: frantoio locale vende lattine da 0,5 l, perfette da stivare in valigia.
- Ceramica “rosa di Lucignano”: piattino smaltato con il motivo floreale tipico.
- Miele di acacia: leggero, quasi trasparente, ottimo sul pecorino fresco.
Come Arrivare a Lucignano
- In auto: A1 uscita Valdichiana Bettolle, poi SP 327 (10 min).
- In treno: stazione di Arezzo + bus Tiemme linea 138 (45 min).
- In aereo: Firenze Peretola 90 km; auto a noleggio consigliata.
Muoversi: il centro è ZTL; parcheggia in Piazzale Garibaldi (gratuito, 170 posti) o nel silos multipiano a pagamento (1 €/h). All’interno delle mura, tutto è raggiungibile a piedi in 10 min.


Piccoli consigli da chi “ci è stata”
- Occhi aperti sui dettagli: stemmi in pietra, numeri civici in ceramica, nicchie votive agli angoli.
- Miglior luce fotografica: 07 : 30 in Piazza del Tribunale, 18 : 00 sui bastioni.
- Ho cenato alla Trattoria del Gallo di Davide Noli, gustando piatti tipici del territorio preparati con grande cura.
- Ho pernottato una notte a Casa Montalgallo, dove i padroni di casa mi hanno accolta con calore in un ambiente curato in ogni minimo dettaglio.
- Eventi da segnare:
- Maggiolata (ultimo weekend di maggio) — carri fioriti, sbandieratori, profumo di rose.
- Fiera del Ceppo (8 dicembre) — mercatino natalizio, vin brulé, zampogne.
Perché Lucignano resta dentro
Ogni volta che ripenso a Lucignano, mi tornano in mente tre sensazioni precise:
- Il silenzio musicale dei vicoli, rotto solo dalle campane e dai passi sul selciato.
- Il colore del tramonto che si posa sulle mura come una carezza calda.
- Il sapore del Sangiovese che lega frutto, terra e storia in un unico sorso.
Se l’hai già visto, sai di cosa parlo; se ancora non ci sei stato, lasciati avvolgere dalla sua spirale. Lucignano non è un semplice punto sulla mappa: è un cerchio che, una volta entrato nella tua memoria, continua a disegnarsi da solo, giro dopo giro.






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